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A volte bisogna ripeterci i concetti per farceli comprendere al meglio.

Siamo nel 2020 e la cannabis è ancora illegale.

Capisco la necessità di spostare il discorso politico sempre su qualcosa di maggiormente prioritario, certamente, è nello stile italico; se c’è qualcosa che può esser rinviato, perchè farlo subito?

E, così, negli anni ci si è seduti nell’attesa reliquiaria di un passo avanti sulla cannabis, delegando a Governi, Istituzioni e Parlamentari, la costruzione sociale del terreno nel quale quotidianamente viviamo.

Laddove i Governi ed il Parlamento hanno sempre fallito, per mancanza di volontà politica più che per inadeguatezza dei tempi del Paese, perlomeno alcune Istituzioni hanno provato a mettere delle pezze, spesso però causando più confusione che certezze legislative.

Siamo, di fatto, nel 2020 (nemmeno Salvini riuscirebbe a negare questo dato) e la cannabis è ancora illegale, nonostante siano oltre 25 anni (stiamo stretti suvvia!) che emergano prove schiaccianti della importanza di una legalizzazione totale, per un controllo sul prodotto, per una tutela della società e dei consumatori, per un avanzamento economico, per un piano sanitario efficiente, per un’azione di disturbo alle narcomafie, per una società più libera e sicura nelle sue condotte personali.

Il Manifesto Collettivo non solo è pronto in Senato, ma è espressione del desiderio legislativo di migliaia, se non milioni, di persone oggi soggette ad una repressione indiscriminata ed intollerabile.

Ma, in Italia, alle prove basta opporsi con frasi del tipo “volete che i vostri figli uccidano persone fumando cannabis?” oppure la classica “la droga fa sempre male”, senza uno straccio di documentazione correlata, senza un chicchessia spunto teorico / tecnico al quale fare riferimento; cosa volete che importi se l’importante è far breccia nel cuore delle pagine dei media nazionali?

Cosa volete che importi se metà del mondo “modernizzato” ha abbracciato la direzione della riduzione del danno sulle sostanze, della legalizzazione dell’innocua cannabis, della tutela del consumatore e della persona umana? Tutto questo passa in secondo piano di fronte alla speculazione politica dei partiti.

Anche perchè se l’argomento cannabis porta un sacco di voti a chi ne abusa promettendo libertà (per poi sedersi ad attendere sè stesso passare nel fatidico fiume) figuriamoci quanti ne possa portare a chi abusa della locuzione “lo facciamo per voi”.

Nel frattempo le narcomafie governano economicamente il settore, e la parte più assurda è che vengono maggiormente colpiti ancora i piccoli consumatori.

Organizzazioni criminali che incassano milioni ma, attenzione attenzione, “se giri con due canne rischi grosso”; forse è a noi che piace, scusate il francesismo, farci prendere per il culo.

Di certo non staremo ad accodarci all’immobilismo che caratterizza questo panorama sociale, ed insisteremo, per quanto in nostra possibilità, per una fondamentale riforma normativa, partendo dal coinvolgimento attivo dei protagonisti, ossia delle persone, di tutti noi.

Stiamo coordinando importanti iniziative per i prossimi mesi, delle quali parleremo alla Fiera di Roma Canapa Mundi, alla Conferenza Nazionale di Milano ed alla Fiera di Bologna Indica Sativa Trade; queste iniziative culmineranno con l’evento nazionale di piazza, la Million Marijuana March 2020, a Roma, nel mese di maggio.

#FinoAllaLibertà

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