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Scontro tra Governo e Sindacati sulla Manovra: Focus sulle Pensioni e Persistenza degli Scioperi

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Lo scontro tra Governo e Sindacati sulle disposizioni della manovra continua a dominare l’agenda politica, con particolare attenzione rivolta alla delicata questione delle pensioni. L’incontro tenutosi stamattina a Palazzo Chigi ha evidenziato le divergenze, alimentando ulteriormente le tensioni tra le parti.

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Il tema centrale in discussione riguarda gli adeguamenti alle pensioni a partire da gennaio 2024, con un incremento fissato dal governo al 5,4% per contrastare l’inflazione. Tuttavia, la modalità di applicazione di questo adeguamento è fonte di contenzioso, in particolare per quanto riguarda gli assegni di importo superiore ai 2.200 euro.

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Il decreto firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone prevede che gli aumenti siano differenziati, raggiungendo un massimo di 130 euro per le fasce in cui è concentrata la maggior parte dei pensionati. Questo meccanismo, basato su fasce di reddito, garantisce l’adeguamento al 100% solo per le pensioni fino a 4 volte il minimo.

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Le critiche non tardano ad arrivare, e la Cisl chiede il ritiro dell’articolo 33, che taglia i rendimenti delle pensioni di statali e medici. Luigi Sbarra, segretario della Cisl, sottolinea la necessità di eliminare le incertezze legate alle pensioni. Maurizio Landini, segretario della Cgil, critica la manovra definendola “sbagliata” e insiste sulla difesa del diritto di sciopero.

L’aspro confronto tra governo e sindacati non si limita alle pensioni, ma coinvolge anche altre tematiche, come gli scioperi dei mezzi pubblici, oggetto di uno scontro diretto tra il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e il fronte sindacale. Salvini promette azioni per ridurre al minimo i disagi causati dagli scioperi, intensificando ulteriormente le tensioni.

Nel frattempo, l’iter parlamentare sulla manovra registra qualche rallentamento, mettendo a rischio l’approvazione tempestiva del provvedimento. Le divisioni all’interno della maggioranza emergono con l’annuncio di modifiche da parte del governo, incluso un emendamento sugli affitti brevi richiesto da Fi. Le opposizioni sollevano dubbi sulla coerenza interna alla maggioranza, sottolineando la necessità di un quadro chiaro prima di procedere.

La settimana si prospetta cruciale per l’iter della manovra, con la volontà della maggioranza di votare a partire da mercoledì e chiudere in commissione entro la settimana. Tuttavia, i temi caldi ancora aperti, come la soluzione sui mutui bancari e il bonus psicologo, rendono incerto l’esito finale della manovra, che dovrebbe approdare in Aula al Senato a partire dal 5 dicembre. L’attenzione rimane alta, mentre governo e sindacati continuano il confronto su questioni cruciali per il futuro economico del paese.

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