Salvini: “Proposta di legge per pene più severe e stop a modica quantità” – La nostra analisi

Evidentemente la proposta di “interscambio di Governo” tra 5 stelle e Lega tra regolamentazione della cannabis e prostituzione è ovviamente naufragata sul nascere dei primi “contatti” tra le parti.

Oggi, in una conferenza stampa al Senato, il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha rilanciato la necessità di un intervento del Governo sul tema droghe. Ovviamente un intervento di stampo repressivo.

Il fine può essere comprensibile. Fermare lo spaccio illecito. Ma senza un’alternativa legale? Senza tutelare i consumatori per uso personale? Senza ragionare a fondo sulla questione?

Il Ministro dell’Interno propone di innalzare le pene per gli spacciatori e togliere la modica quantità. Praticamente il nulla totale inserito in un sistema dove chi rischierà maggiori ripercussioni reali non sarà lo spacciatore con un carico elevato, che si adeguerà alla normativa e considererà sempre il reato come “rischio di impresa”, ma il consumatore che per pochi grammi per uso personale rischierà di essere nuovamente equiparato ad un boss della malavita locale.

I 5 Stelle non hanno ancora percepito la gravità di dare spazio all’alleato in questa questione sociale-culturale-ideologica.

Con i diritti delle persone NON SI PUO’ MEDIARE.

Di seguito il nostro commento all’odierna notizia.

Il Ministro Salvini chiede “cosa serva per poter applicare al meglio le normative sulle sostanze”?

La risposta è semplice e non è l’aumento della repressione casuale o l’aumento delle perquisizioni a tappeto.

La soluzione è una nuova normativa che regolamenti la cannabis finalmente, distinguendola nettamente dalle sostanze cosiddette “a rischio” e dia una strada definita al consumo personale ed al possesso personale di tutti gli stupefacenti.

Le normative attuali agevolano, in particolar modo sulla cannabis, lo spaccio e l’organizzazione narcomafiosa non perchè le pene siano “basse o ambigue”, ma perchè la criminalità imperversa ovviamente in un sistema di illegalità dove non esiste alternativa legale ed un mercato regolato e con normative adeguate.

Per poter punire chi è veramente “fuori legge”, caro Salvini, servirebbe una vera legge che tuteli il sacrosanto ed inviolabile utilizzo personale di cannabis in quanto non provoca danno nè a terzi (soprattutto) nè alla società (importantissimo) nè a se stessi se l’uso è consapevole e dovutamente educato come dovrebbe fare uno Stato che abbia a cuore i propri cittadini, al posto che obbligarli a cambiare la loro personalità e tendenze innocue personali per poter essere rispettati dalle Istituzioni e dalla collettività.
Se la cannabis fosse legale, normata con serietà e cognizione, sarebbe più facile distinguere il criminale che sfrutta il prodotto per lucro privato senza rispetto delle regole dall’onesto cittadino impegnato in un’economia rispettosa di normative eventuali precise; sarebbe tutelato il consumatore, anzichè troppo spesso equiparato ad un criminale perchè detentore di una quantità superiore ad un presunto limite tollerato.

E’ ora di guardare la realtà, oltre le ideologie, per il bene di tutti.

Non sprofondiamo nel medioevo culturale ma guardiamo all’evoluzione sociale e civile.

#DiffondiamoInformazione
#FreeWeed

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