Ci si aspettava sicuramente un regalo di Natale da parte di una maggioranza di Governo che sembrava voler accennare ad affrontare il tema della cannabis e della liberalizzazione.

Ed invece il regalo che è arrivato, se di regalo si può parlare, è la nuova tassa sulle cartine (si, proprio anche quelle lunghe che sicuramente i migliaia di compratori usavano / usano / useranno per rollarsi il tabacco, vero? – Che ipocrisia il nostro Paese! ) ed il fatto che, dal nuovo anno 2020, esse saranno rivendibili esclusivamente dai tabaccai autorizzati (Monopolio di Distribuzione).

Tra le altre tassine e tassette introdotte per evitare l’aumento dell’IVA, la legge di bilancio introduce anche quella dunque su “cartine e filtri” che subiscono un’aumento dell’imposta di consumo di 0,0036 euro per ogni singolo pezzo incluso in una confezione, vale a dire un aumento di qualche centesimo di euro per ogni pacchetto (per fare un esempio, su un pacchetto da 50 cartine parliamo di un aumento di 18 centesimi di euro totale).

Considerando l’entità di questi aumenti piuttosto esigui da costituire un reale deterrente all’uso del prodotto come “inalazione”, è evidente che la finalità di questa misura risulta più economica che di salvaguardia della salute pubblica.

Ma la parte più interessante, si fa per dire, è quella che annuncia il divieto di vendita a distanza (quindi vietata anche ONLINE!) di questi prodotti, che potranno essere commercializzati esclusivamente dalle rivendite autorizzate, ossia i Tabacchi. 

Questa incredibile situazione non solo porterà all’emergere inevitabile di un mercato “grigio” (i commercianti online sui siti devono pur terminare le loro scorte), ma anche di un conseguente mercato “nero” delle cartine e dei filtri per superare la distribuzione tradizionale che ovviamente non risulta comoda ed economica come la distribuzione globalizzata del web (ci sono sempre pro e contro in tutte le cose).

Ma la conseguenza più pericolosa e soprattutto più negativa sarebbe quella di togliere un potenziale importante mercato ai grow shop ed ai negozi specializzati, che subirebbero notevoli perdite clientelari creando un clamoroso svantaggio sotto due punti di vista, quello economico per i negozianti e quello tecnico per il cliente che vedrebbe ridotta la sua possibilità di scegliere il prodotto che più preferisce (mettendo le cartine solo nei tabacchi ovviamente si limiteranno le forniture, la concorrenza e la varietà di prodotti disponibili).

Ormai tutto è deciso.

E con una maggioranza solida, sicura, decisa e compatta, ma soprattutto larga, davvero larga.

Ma, con questi dati al parlamento, ossia di uno schiacciante 334 a 232 alla Camera (oltre 100 parlamentari di differenza), perchè non ragionare e provare a portare in aula una legge definitiva che regolamenti finalmente la cannabis come proposto nel programma di governo del Movimento 5 Stelle (che copre almeno 180 dei 334 voti ottenuti oggi dalla maggioranza) e nel programma di LEU (che copre almeno 10 dei 334 voti ottenuti oggi dalla maggioranza) ed anche spesso annunciato da alcuni parlamentari del Partito Democratico (che coprono i restanti voti della maggioranza) e sostenuto persino da altri esponenti del Gruppo Misto?

Perchè perdersi in emendamenti, tasse, rincari, mezze proposte, mezze parole a mezza bocca?

Il testo di legge del Manifesto Collettivo è in Senato pronto per la discussione parlamentare, sociale e territoriale. La Società è pronta al confronto su questo tema importante. Il Paese è pronto per la Liberalizzazione della Cannabis. I Cittadini vogliono la Libertà.

Si attende solo il “Pronti-Via” di un parlamento che dovrebbe essere a trazione antiproibizionista ma che speriamo non lo sia in realtà solo a chiacchiere preelettorali o di facciata; nel nuovo anno si avrà l’occasione di dimostrarlo.

Ah, dimenticavo: Buon Natale!

Stefano Armanasco – Presidente Associazione FreeWeed

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