UNA PROPOSTA INNOVATIVA PER UN NUOVO ARTICOLO 187 DEL CODICE DELLA STRADA: UN SISTEMA DI VERIFICA DELL’EFFETTIVO STATO PSICO-FISICO CON IL NUOVO PROTOCOLLO TSCS
L’Associazione FreeWeed, l’impegno in prima fila del Presidente Stefano Armanasco, insieme a Lisa Gandini, VicePresidente di FreeWeed, Valentina Varisco, attivista operativa nelle relazioni sociali e politiche, Marco Maffione dell’HempShop Canapese Social Club di Ivrea, l’Associazione Canapa Sativa Italia, con il lavoro del Presidente Mattia Cusani, in collaborazione con decine di realtà, tra cui il basilare appoggio della Community FattiSegreti di Andrea Marangi, hanno da tempo deciso di progettare un’importante modifica all’articolo 187 del Codice della Strada in relazione alla cannabis.
La proposta di legge è stata già presentata in Parlamento nella XVIII Legislatura, all’interno del più ampio testo legislativo denominato “Manifesto Collettivo” (Senato, Mantero 1498/2019 e Camera, Sodano 2813/2020), che ha visto il supporto di oltre 156.000 sottoscrizioni, la partecipazione di centinaia di realtà e l’adesione di 86 deputati.
Nonostante l’ampia diffusione, la proposta è stata però ignorata, in particolare dai politici favorevoli, che non hanno mai spinto per la sua calendarizzazione, impedendone di fatto l’iter legislativo; paradossalmente, l’iniziativa è stata invece lodata dai politici contrari, che ne hanno riconosciuto la precisione e la completezza dal punto di vista formale, pur non condividendone i contenuti.
La proposta, così come strutturata, potrebbe rivelarsi utile sia in un contesto ideale, nell’eventualità di una futura legalizzazione, sia come adeguamento della normativa del Codice della Strada alle più recenti evidenze scientifiche riguardanti l’impatto della cannabis sulla guida.
Per queste motivazioni, gli attivisti sono al lavoro perché venga nuovamente depositata in parlamento, cercando collaborazione affinché si trovino referenti parlamentari pronti a rilanciarla a livello politico: l’obiettivo è riuscire in questo intento entro il prossimo cambio di legislatura, in modo da farsi trovare pronti per un intervento normativo attuato dalla prossima composizione parlamentare, augurandoci che prenda in carico questa necessità.
La riforma organica proposta per l’articolo 187 del C.d.S. consiste nell’escludere completamente dall’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo i conducenti risultati positivi unicamente al THC, purché non si riscontri un effettivo stato di alterazione, che potrebbe essere verificato a discrezione degli agenti preposti alle verifiche.
L’innovazione è rappresentata dall’introduzione di test e controlli specifici finalizzati a valutare lo stato di alterazione reale del conducente: tali metodi, già sperimentati con successo in altri Paesi, valutano parametri quali riflessi, prontezza mentale e capacità di concentrazione, offrendo un quadro oggettivo e dettagliato delle condizioni psico-fisiche del guidatore nell’arco di una decina di minuti.
L’adozione di questi metodi segnerebbe un deciso passo avanti rispetto alle attuali procedure; in tale ottica, si propone l’introduzione di nuove linee guida per supportare le Forze dell’Ordine nella valutazione dello stato di alterazione del conducente che sia testato positivo al solo THC e sul quale gli agenti volessero approfondire la valutazione; questo procedimento potrebbe anche essere estendibile ad altre situazioni, garantendo controlli più equi e fondati su criteri oggettivi.
Le nuove direttive si fondano su una valutazione immediata e diretta delle capacità psicofisiche del conducente, attraverso un nuovo protocollo denominato “Test sulle Capacità Specifiche del Conducente” (TSCS).
Questo nuovo approccio si basa su una serie di test specifici volti ad analizzare le abilità psicomotorie del conducente nel contesto di controlli stradali; l’obiettivo è garantire una valutazione più dettagliata e accurata dello stato psicofisico del soggetto esaminato, fornendo agli agenti incaricati strumenti più precisi per determinare eventuali alterazioni.
I risultati delle prove vengono successivamente raccolti in una scheda di valutazione che documenta le condizioni psicofisiche del conducente al momento del controllo.
Le linee guida introdotte nel nuovo protocollo TSCS traggono ispirazione da un insieme di documenti istituzionali che, nel corso degli anni, hanno rappresentato il fondamento normativo e metodologico per i controlli su strada in Italia; l’obiettivo è stato quello di armonizzare le procedure di accertamento delle alterazioni psico-fisiche alla guida con gli standard già delineati dalle autorità competenti, garantendo al contempo un approccio basato su evidenze scientifiche e tutela dei diritti dei cittadini.
Tra i riferimenti principali si annoverano le Linee guida per i controlli su strada pubblicate dal Dipartimento per le Politiche Antidroga, che hanno costituito un punto di partenza per la definizione delle modalità operative e dei protocolli di verifica; anche l’Accordo di Collaborazione Interistituzionale del 28 dicembre 2016, volto a rafforzare la cooperazione tra enti nella lotta contro la guida in stato di alterazione, ha fornito un quadro di riferimento per la costruzione di un sistema efficace e condiviso. Un altro documento rilevante è il Protocollo d’intesa del 13 luglio 2010, che ha introdotto procedure dettagliate per l’accertamento delle violazioni degli articoli 186 e 187 del Codice della Strada, ponendo le basi per criteri di verifica che sono stati aggiornati e integrati nel nuovo protocollo TSCS.
Inoltre, le analisi contenute nelle Relazioni al Parlamento hanno svolto un ruolo fondamentale nel mettere in luce la necessità di un approccio più moderno e scientificamente validato, oltre che di strumenti e criteri più precisi per distinguere l’effettivo stato di alterazione del conducente; questo ha influenzato in modo significativo l’impostazione metodologica delle nuove linee guida, orientandole verso una maggiore accuratezza e affidabilità nelle valutazioni.
Il protocollo TSCS trae, infine, profonda ispirazione da metodologie già adottate negli Stati Uniti ed in Canada, in particolare dal “Standardized Field Sobriety Test” (SFST) sviluppato dalla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l’agenzia governativa statunitense che si occupa della sicurezza stradale e della regolamentazione dei veicoli a motore, parte integrante del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti (U.S. Department of Transportation), con il compito di ridurre incidenti, lesioni e decessi sulle strade attraverso l’introduzione di regolamenti, test di sicurezza e campagne di sensibilizzazione; questo sistema include una serie di test mirati a identificare alterazioni delle capacità cognitive e motorie, fornendo un riferimento per gli agenti nel determinare lo stato di idoneità alla guida di un individuo fermato per sospetta compromissione. L’integrazione di questi riferimenti ha consentito di sviluppare un sistema di controllo più equo, efficace e in linea con gli standard nazionali e internazionali; questo garantisce che le nuove procedure siano basate su criteri scientifici solidi, chiaramente definiti e facilmente applicabili in modo uniforme su tutto il territorio.
Il nuovo protocollo TSCS, così come l’omologo americano SFST, si basa su test di attenzione divisa, progettati per valutare la capacità del conducente di gestire simultaneamente compiti motori e cognitivi; questo principio è fondamentale nella guida, poiché il conducente deve coordinare l’uso degli arti, monitorare la strada, reagire a stimoli esterni e prendere decisioni rapide.
Sommando i tempi delle diverse fasi, un controllo secondo il protocollo TSCS potrebbe durare complessivamente tra 10 e 20 minuti, a seconda della fluidità delle operazioni.
Tuttavia, entrambi questi protocolli, quello statunitense e l’innovativo TSCS, presentano limiti significativi per alcune categorie di persone che verranno correttamente presi in esame durante il controllo.
In particolare, soggetti affetti da condizioni che influenzano la propriocezione, come la sindrome di Ehlers-Danlos (EDS), possono manifestare difficoltà nei movimenti senza che ciò sia indice di alterazione; inoltre, il protocollo statunitense non è stato convalidato per persone con specifiche condizioni mediche, individui con lesioni fisiche, anziani sopra i 65 anni o persone con un peso corporeo superiore di 50 libbre rispetto alla media.
Pertanto, nel nuovo protocollo TSCS sarà opportuno dichiarare queste condizioni ad inizio della verifica per evitare eventuali prove che non siano in linea con le proprie possibilità fisiche o mediche; di conseguenza, anche l’analisi dei risultati richiede un’attenta valutazione in modo da evitare falsi positivi dovuti ad eventuali limitazioni fisiche o mediche.
Ricalcando le direttive stabilite dalla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l’esito di ogni singolo test sul campo all’interno del nuovo protocollo non viene definito in termini assoluti di successo o fallimento, ma si basa sull’identificazione di specifici parametri osservabili da parte degli agenti preposti al controllo, i quali valutano con attenzione diversi indicatori di alterazione; questi parametri consentono di determinare con maggiore precisione l’eventuale positività a ciascun test effettuato, garantendo così un approccio più oggettivo e affidabile nella valutazione delle condizioni del conducente.
Questo implica che la valutazione dell’idoneità alla guida derivi, oltre che da un punteggio prestabilito da parametri oggettivi invariabili, anche da un’analisi qualitativa dei segnali di compromissione osservati durante l’esecuzione delle prove; gli agenti verificano quindi la presenza di alterazioni motorie, cognitive o comportamentali che possano suggerire uno stato di compromissione, rendendo la decisione finale dipendente dalla valutazione complessiva dei dati raccolti.
Il nuovo protocollo TSCS, suddiviso in cinque fasi, si attiverebbe qualora, in seguito a un fermo stradale, gli agenti riscontrino un esito positivo al test salivare per il solo THC, che da solo escluderebbe le sanzioni, ma ritengano necessario approfondire la verifica di un possibile stato di alterazione.
Prima di procedere, gli agenti sono tenuti ad inserire il nominativo del soggetto controllato nella scheda di valutazione dello stato psicofisico, avviando in questo modo il nuovo protocollo TSCS; durante questa fase preliminare, i conducenti vengono informati sulle eventuali limitazioni del test e invitati a fornire un’anamnesi delle proprie condizioni mediche e fisiche, al fine di individuare eventuali fattori che potrebbero influenzare i risultati delle prove. Viene chiesta anche un’anamnesi per l’assunzione di farmaci autorizzati, con specifica delle medicine assunte, se presenti, ed un’anamnesi sull’uso di cannabis che include l’indicazione dell’ultima assunzione e la dichiarazione sull’eventuale utilizzo di farmaci cannabinoidi prescritti da un medico, presentando eventuale ricetta medica da allegare alla documentazione.
Una volta completata questa fase, gli agenti procedono con lo sviluppo dei test previsti dal protocollo TSCS e con la contemporanea compilazione della scheda di valutazione, che riporterà gli esiti delle prove e gli eventuali segnali di compromissione rilevati.
Il protocollo TSCS prevede un’accurata valutazione del conducente attraverso il controllo dello stato cognitivo e comportamentale, seguito da un’analisi neuromotoria e posturale, che prevede test specifici come il test di Romberg per l’equilibrio, la manovra indice-naso per la coordinazione, il test di deambulazione (WAT) per la stabilità del passo, il test di stazionamento su una gamba (OLS) per il bilanciamento posturale, il test del nistagmo (HGN) per rilevare eventuali movimenti oculari involontari ed il controllo di eventuali tic; viene infine esaminato il comportamento e la psicomotricità.
La fase del controllo dello stato cognitivo e comportamentale include l’osservazione dello stato di coscienza, che può essere integro, sonnolento, soporoso o in coma; si valuta anche la presenza di disorientamento, delirio, allucinazioni o dispercezioni. Viene analizzato il comportamento del soggetto, che può essere calmo, loquace, euforico, ansioso, agitato, irrispettoso, aggressivo, depresso o può rifiutare di collaborare; per quanto riguarda il linguaggio, si esamina se è adeguato, rallentato, mutacico, sconnesso, o se il soggetto è incapace di esprimersi, con la possibilità di manifestazioni di bruxismo o logorrea.
La fase del controllo neuromotorio e posturale comprende sei verifiche distinte, ognuna delle quali è caratterizzata da specifici indicatori di alterazione; queste prove vengono somministrate in sequenza, al fine di analizzare in modo approfondito la reazione del soggetto e valutare con precisione lo stato di stabilità e sincronia motoria.
Il test di Romberg viene utilizzato per valutare l’equilibrio e la coordinazione, aiutando a individuare possibili alterazioni psico-fisiche. Si svolge in due fasi: l’istruzione e l’esecuzione pratica. Il soggetto deve mantenere una posizione eretta, inclinare la testa, chiudere gli occhi e stimare mentalmente il trascorrere di 30 secondi.
Durante il test, l’agente osserva quattro elementi chiave: la corretta esecuzione delle istruzioni, eventuali oscillazioni o perdita di equilibrio, la precisione nella stima del tempo e la presenza di movimenti involontari anomali. Il test viene considerato positivo se si manifestano almeno due segnali di alterazione su quattro.
La manovra indice-naso è utilizzata per valutare la coordinazione motoria e la precisione nei movimenti volontari; durante la prova, il soggetto deve estendere il braccio e toccare con l’indice la punta del proprio naso, prima con gli occhi aperti e poi chiusi, seguendo le istruzioni dell’operatore.
Durante l’esecuzione della prova, l’agente osserva eventuali segnali di alterazione, come tremori, deviazioni dalla traiettoria corretta, differenze di coordinazione tra i due arti, movimenti troppo lenti o troppo rapidi, errori nella localizzazione del naso e difficoltà nell’esecuzione a occhi chiusi: il test è considerato positivo se si verificano almeno tre segnali di alterazione su sei.
Il Test di Deambulazione (Walk-and-Turn) valuta equilibrio, coordinazione e capacità di seguire istruzioni complesse; il soggetto deve camminare in linea retta, tallone contro punta, seguendo una sequenza specifica. L’agente osserva otto possibili segnali di alterazione, come perdita di equilibrio, deviazioni o errori nei passi: il test è positivo se si riscontrano almeno due anomalie.
Il Test di Stazionamento su una Gamba (One-Leg Stand) valuta equilibrio, coordinazione e capacità di concentrazione; il soggetto deve mantenere una gamba sollevata per un tempo determinato, contando ad alta voce. L’operatore osserva oscillazioni, uso delle braccia, movimenti irregolari e perdita di bilanciamento: il test è positivo se si riscontrano almeno due anomalie.
Il Test del Nistagmo dello Sguardo Orizzontale (HGN) rileva movimenti oculari involontari indicativi di alterazioni psicofisiche; il soggetto deve seguire un oggetto con gli occhi senza muovere la testa. L’operatore, per ciascun occhio, osserva la fluidità del movimento, eventuali tremolii e la comparsa di nistagmo precoce: il test è positivo se si riscontrano almeno quattro anomalie.
Vengono inoltre verificati i movimenti involontari del corpo, che possono manifestarsi come tic, sbadigli, fascicolazioni, tremori e discinesie, oppure risultare completamente assenti; questi movimenti sono attentamente osservati per rilevare eventuali alterazioni nel controllo motorio del soggetto.
La fase del controllo del comportamento e della psicomotricità valuta l’atteggiamento, l’interazione con gli agenti, la psicomotricità e l’irrequietezza; l’atteggiamento può essere rilassato, teso o dimesso, mentre l’interazione con gli agenti può essere cooperante, ipercontrollata, non collaborante, ostile, scherzosa o disinibita. Il livello di psicomotricità può manifestarsi come calmo, esitante, insicuro, iporeattivo, rallentato, iperattivo, agitato, aggressivo, impulsivo, automatizzato o stereotipato. Inoltre, si valuta il grado di irrequietezza, che può essere nullo, lieve, medio o grave.
Gli agenti preposti al controllo, dopo queste fasi, valutano attentamente i risultati ed annotano una sintesi conclusiva, determinando eventuali provvedimenti in base allo stato psico-fisico rilevato.
La sintesi conclusiva, in relazione alle condizioni rilevanti per la guida come coordinazione, orientamento temporo-spaziale, equilibrio, attenzione e concentrazione, può evidenziare una delle seguenti situazioni generali del soggetto, classificate in quattro livelli.
Al primo livello non viene indicato alcun segno di alterazione psicomotoria, al secondo una lieve alterazione psicomotoria, al terzo vengono annotati segni evidenti di alterazione psicomotoria ed al quarto livello gravi segni di alterazione psicomotoria.
In base ai risultati del controllo e alle evidenze riportate nella scheda di valutazione dello stato psico-fisico, gli agenti adotteranno successivamente uno dei seguenti provvedimenti: se il soggetto viene classificato nel primo o secondo livello, con nessuno o lievi segni di alterazione, il soggetto viene ritenuto idoneo alla guida e il procedimento di controllo si considera concluso. Se, invece, il controllo evidenzia alterazioni di terzo o quarto livello, con segni evidenti o gravi di compromissione psicomotoria, vengono applicate tutte le sanzioni previste dall’articolo 187 del C.d.S.; la firma del conducente e quella delle Forze dell’Ordine che hanno svolto il controllo sono infine richieste per concludere ufficialmente il protocollo TSCS.
La Scheda di Valutazione dello Stato Psico-Fisico viene inserita nella proposta di legge nell’Allegato 1A del Protocollo TSCS, mentre la spiegazione dettagliata delle prove specifiche da eseguire, con le indicazioni operative per gli agenti, è fornita nell’Allegato 1B.
Le prove che costituiscono il protocollo TSCS, nella loro combinazione, mirano dunque a integrare un approccio più olistico e specifico rispetto ai test chimici, garantendo una maggiore affidabilità nella valutazione del conducente alla guida nel momento in cui gli agenti ritengano opportuno procedere a verifiche più accurate sulle capacità cognitive, motorie e comportamentali effettive del soggetto sottoposto al controllo.
Di seguito una tabella che espone l’intera procedura del nuovo protocollo TSCS, suddivisa nelle sue 5 fasi principali, ciascuna articolata in diverse sotto-fasi per una valutazione accurata dello stato psico-fisico del soggetto, e, successivamente, le schede di valutazione 1A e 1B da compilare a cura delle Forze dell’Ordine.
| PROTOCOLLO TSCS | ||
| Fase | Sotto-fase | Descrizione |
| 1. Fase preliminare | a. Registrazione del soggetto | Gli agenti inseriscono il nominativo del conducente nella scheda di valutazione dello stato psico-fisico, avviando ufficialmente il protocollo TSCS. |
| b. Informazione sul test | Il soggetto viene informato sulle modalità e sulle eventuali limitazioni. | |
| c. Raccolta dell’anamnesi | Il conducente è invitato a dichiarare eventuali condizioni mediche o fisiche che potrebbero influenzare i risultati delle prove. | |
| 2. Controllo dello stato cognitivo e comportamentale | a. Stato della coscienza | Integra, sonnolenza, sopore, coma. |
| b. Disorientamento e percezioni alterate | Disorientamento temporo-spaziale, delirio, allucinazioni, dispercezioni. | |
| c. Valutazione del comportamento | Calmo, loquace, euforico, ansioso, agitato, irrispettoso, aggressivo, depresso, rifiuta di collaborare. | |
| d. Analisi del linguaggio | Adeguato, rallentato, mutacico, sconnesso, incapace di esprimersi, bruxismo, logorrea. | |
| 3. Controllo neuromotorio e posturale | a. Test di Romberg | Valutazione dell’equilibrio statico con piedi uniti ed occhi chiusi. |
| b. Manovra indice-naso | Valuta la precisione nei movimenti volontari, portando il dito indice alla punta del naso. | |
| c. Test di deambulazione – Walk and Turn (WAT) | Camminata su linea retta con andatura controllata. | |
| d. Test di stazionamento su una gamba – One Leg Stand (OLS) | Bilanciamento posturale in posizione unipodalica. | |
| e. Test del nistagmo – Horizontal Gaze Nystagmus (HGN) | Movimenti involontari degli occhi. | |
| f. Movimenti involontari | Assenti, Tic, sbadigli, fascicolazioni, tremori, discinesie. | |
| 4. Controllo del comportamento e della psicomotricità | a. Valutazione dell’atteggiamento e della postura | Rilassato, teso, dimesso. |
| b. Comportamento verso gli agenti | Cooperante, ipercontrollato, non collaborante, indifferente, ostile, scherzoso/faceto, disinibito. | |
| c. Analisi della psicomotricità | Calmo, esitante, insicuro, iporeattivo, rallentamento psicomotorio, ipereattività, agitazione psicomotoria, aggressività/impulsività, automatismi, stereotipie/manierismi. | |
| d. Grado di Irrequietezza | Nullo, lieve, medio, grave | |
| 5. Sintesi conclusiva e provvedimenti | a. Valutazione complessiva | Al termine del protocollo, viene redatta una valutazione finale dello stato del conducente, classificata in quattro livelli: |
| 1. Normale: nessun segno di alterazione riscontrato. | ||
| 2. Lievi segni di alterazione: presenza di minime anomalie, ma non compromettenti. | ||
| 3. Segni evidenti di alterazione: stato psicofisico potenzialmente incompatibile con una guida sicura. | ||
| 4. Gravi segni di alterazione: evidenti condizioni di compromissione delle funzioni motorie e cognitive, incompatibili con una guida sicura. | ||
| b. Decisione finale | Idoneità alla guida: se il soggetto risulta di livello 1 o 2, il controllo si conclude senza conseguenze. | |
| Applicazione delle sanzioni: in caso di livello 3 o 4, si applicano le sanzioni previste dall’articolo 187 del Codice della Strada. | ||
Ecco un esempio di possibile inserimento della proposta all’interno dell’articolo 187 del Codice della Strada, con la creazione di un nuovo comma da aggiungere al termine della formulazione attuale:
| Comma 9 |
| Le disposizioni di cui ai commi 1, 1-bis, 1-quater, 2-bis, 3, 5-bis, 5-ter, 6 e 6-quater del presente articolo non si applicano ai conducenti che, a seguito degli accertamenti di cui al comma 2, risultino positivi unicamente al THC. |
| Comma 9-bis |
| Qualora, sulla base di elementi oggettivi, vi sia il fondato sospetto che i conducenti di cui al comma 9 si trovino in uno stato di alterazione psico-fisica, gli agenti accertatori possono procedere ad un controllo approfondito mediante l’applicazione del protocollo TSCS, che deve avvenire in conformità con le modalità e procedure stabilite negli Allegati 1A e 1B. La procedura deve essere completata prima di procedere con ulteriori disposizioni. |
| Comma 9-ter |
| Nel caso in cui, al termine delle verifiche effettuate seguendo il protocollo TSCS, i conducenti risultino in stato di alterazione tale da compromettere le capacità di guida, viene a decadere l’esenzione di cui al comma 9 e si applicano interamente le sanzioni previste dal presente articolo. |
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