Ministro Fontana: “Cannabis Light Messaggio Negativo” – Richiesta una stretta repressiva anche sulla modica quantità per uso personale

Il Ministro della Famiglia con delega alle Politiche Antidroga grazie al Contratto di Governo Carioca tra 5 Stelle e Lega torna a parlare di cannabis, sia light che “classica” (ci viene da ridere come in Italia l’unica cosa che sia riuscita sia stata quella di cambiare nome alla cannabis ad uso industriale con basso principio attivo).

Fontana, dall’alto della sua esperienza sul territorio sul tema sostanze (illecite e lecite), delle quali mai si è occupato nella sua esperienza politica e personale (il curriculum è pubblico) ha esposto la sua opinione (politica) sul tema, ovviamente chiedendo ampiamente un ritorno mascherato alla Fini-Giovanardi, ossia alla repressione totale (come non fosse già così).

Fontana, fedelissimo della Lega, tanto che il 26 febbraio 2016 è stato nominato vicesegretario federale della Lega Nord assieme a Giancarlo Giorgetti , e componente della Lega Nord-Liga Veneta e vice coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, la sezione giovanile della Lega Nord, dal 2002, sicuramente avrà esposto la sua opinione assolutamente per il bene dell’Italia e non in qualità di esponente di spicco di una politica superata, antiquata e retrograda che questo stesso Governo annunciava di voler eliminare o quantomeno escludere.

Ma ecco il Vangelo secondo Fontana: L’idea è quella di ripensare profondamente il sistema della prevenzione e dell’assistenza e rivedere le norme in quelle parti come la “modica quantità”: secondo il Ministro da un lato fa pensare che ci sia una quantità ammissibile, dall’altra impedisce di togliere gli spacciatori dalle strade.

«È importante che la questione torni al centro dopo che per anni è sembrato che fosse superata. Il mio primo atto pubblico è stata una visita a San Patrignano. Ci ho incontrato persone cresciute al Saval, il mio quartiere di Verona»

Vien da dire che ognuno si sceglie i suoi amici, ci mancherebbe.

Invece per quanto riguarda la modica quantità, la proposta sembra essere davvero avviata, leggendo le parole del Ministro sul Corriere della Sera:
“Ci stiamo lavorando con il ministro Salvini. Non possiamo pensare che si formi una riserva nella mente dei ragazzi secondo cui un pochino sia ammissibile drogarsi. In più, la modica quantità è un aiuto prezioso per gli spacciatori che difficilmente si fanno trovare con quantità superiori: vengono arrestati e in serata sono già liberi. Devo anche dire che la cosiddetta canapa legale, sorretta da importanti investimenti in marketing, credo non trasmetta un buon messaggio.”

Un discorso che non fa una piega, se ambientato nel regno del terrore e del disconoscimento dei diritti personali inviolabili.

L’aggiungere abilmente la cannabis “legale” è una mossa che apprezzeranno solo le agenzie di marketing che cita, così da aumentare i costi del prodotto, in linea con la stretta repressiva che induce le narcomafie ad aumentare il prodotto meno reperibile; insomma sempre e comunque il consumatore viene considerato l’ultima ruota del carro, senza considerare l’enorme rischio di una reintroduzione della non-distinzione tra quantitativi, preludio alla non-distinzione tra sostanze ed alla criminalizzazione totale delle condotte personali.

Insomma Prove di Regime.

Confermate da altre precise parole rilasciate: “Le droghe sono più facilmente accessibili e meno costose” – “la cannabis è un problema diverso dal passato” – “Ha causato un grande aumento delle richieste di trattamento presso i Serd, degli accessi ai pronto soccorso per intossicazione acuta, dei ricoveri nelle Comunità a causa della forte concentrazione del principio attivo contenuto.”

Forse il cambiamento avverrà, come annunciato.

Il problema è che potrebbe essere di stampo ulteriormente proibizionista ma, di fatto – passateci l’ironia – pur sempre di cambiamento si tratterebbe.

FONTE: CORRIERE DELLA SERA

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