Associazione FreeWeed Board Movimento Sociale e Politico per la Liberalizzazione della Cannabis
Movimento Sociale e Politico per la Liberalizzazione della Cannabis

Manifestiamoci! – Mail ai Parlamentari

 2,140 Visualizzazione Totali,  4 Visualizzazioni di Oggi

Stiamo lavorando alacremente per il rilancio del Manifesto Collettivo alla Camera dei Deputati, essendo oggi fermo al Senato. Occorre aumentare la pressione sui parlamentari della Repubblica Italiana componenti la “cosiddetta” maggioranza: è necessario spingere affinchè la Proposta di Legge del Manifesto Collettivo, contenente disposizioni per la Liberalizzazione della Cannabis, venga ridepositata alla Camera dei Deputati, calendarizzata, discussa ed infine approvata, come richiesto, dalle 303 realtà promotrici e da oltre 56.000 sottoscrizioni provenienti dall’intera società.

A questo link trovate gli indirizzi email ufficiali dei Deputati in Carica; sarà sufficiente copiare/incollare il testo, inserire la propria mail ed inviare ai parlamentari della maggioranza, a vostra discrezione (per facilitarvi il compito potete contattare la Direzione FreeWeed su Instagram):

https://www.camera.it/leg18/28

___________________________________________________________________________

Di seguito trovate il testo integrale della lettera pronto per il “Copia/Incolla” e l’invio alle mail dei Parlamentari:

OGGETTO: L’ITALIA CHIEDE DI LIBERALIZZARE LA CANNABIS

Buongiorno! 

Le scrivo per porre all’attenzione una problematica di rilevanza sociale, economica e politica non più trascurabile. Come cittadino, insieme ad altre realtà, stiamo cercando di porre fine al paradigma persecutorio nei confronti dei consumatori di cannabis non solo lamentandoci ma anche proponendo una soluzione che si rispecchia nel Manifesto Collettivo, proposta di legge creata dalla Società Civile insieme ad oltre 303 realtà operative e sottoscritta da oltre 56.000 cittadini, che allego.
In accordo con la volontà dichiarata di alcuni Deputati esprimiamo la volontà di depositare il testo alla Camera dei Deputati ma, prima di poterlo fare, volevamo coinvolgere ogni deputato chiedendo una lettura del testo e, successivamente se in accordo con gli obiettivi, unirsi ai firmatari per il deposito.

Crediamo fortemente che nel 2020 sia necessario rendersi conto che le politiche proibizioniste hanno creato più danni che benefici (come più volte ribadito nella Assemblea Generale delle Sezioni Unite – UNGASS) come è altrettanto necessario rendersi conto che punire condotte innocue non sia in linea con lo spirito costituzionale di questo Paese. È tempo di affrontare il tema con responsabilità e lungimiranza anche in Italia.
Crediamo che questa rappresenti una battaglia di civiltà, una sfida da affrontare, un’opportunità da cogliere, a conferma della straordinaria resilienza del nostro Paese capace da sempre di tracciare percorsi alternativi e innovativi per superare le difficoltà e proiettarsi nel futuro; per questo abbiamo bisogno di un Coinvolgimento Parlamentare forte ed in linea con le esigenze della società.

La repressione sulla cannabis è inefficace: non frena i consumi, in crescita; con 1 milione di euro speso ogni anno, si ferma solo il 5% dell’illecito, colpendo prevalentemente gli oltre 8 milioni di consumatori, la cui condotta non è socialmente pericolosa soprattutto dal punto di vista penale, e creando un sovraffollamento carcerario inutile e costoso per le casse dello Stato. Inoltre, a livello socio-scientifico, la Cannabis non causa danni a terzi né ricadute sul SSN né predispone al crimine; urge dunque una liberalizzazione delle condotte personali e del mercato come proposto dal Manifesto Collettivo.

La liberalizzazione, approvando il Manifesto Collettivo, non necessita di investimenti iniziali ed anzi porterebbe oltre 10 miliardi di euro all’anno per l’Erario: 2 miliardi dai risparmi dell’allentamento della repressione per condotte innocue e 8 dal gettito fiscale, con un aumento del PIL tra l’1,2 ed il 2,3% e con effetti positivi sul debito pubblico e sui parametri di stabilità economico-finanziaria, generando oltre 350 mila posti di lavoro. (Dati presi dell’Analisi Costi/Benefici del Prof. Marco Rossi dell’Università della Sapienza.)  Parimenti permetterebbe di sottrarre alle mafie oltre 9 miliardi di euro all’anno, tutelando la società.

Grazie in Anticipo per la lettura.