La Cannabis, come prevedibile, rischia di spaccare il Parlamento diviso in fronti.
Pur non essendo chiaro il destino del DDL a prima firma Matteo Mantero (stiamo effettuando i conteggi dei voti eventuali) sembra chiaro che non riceverà l’appoggio del Governo, ma potrebbe divenire terreno di confronto parlamentare.
Ecco di seguito quanto dichiarato dai principali esponenti politici.
Matteo Salvini aveva salutato il provvedimento sottolineando: “Non passerà mai e non è nel contratto di governo”.
“Esiste il contratto – ha risposto Matteo Mantero all’Adnkronos – ma anche la Costituzione, che dà al Parlamento la centralità del potere legislativo. Il governo dovrebbe farsi da parte senza mettere in forse l’equilibrio della maggioranza e lasciare che il Parlamento faccia il suo percorso, con maggioranze anche trasversali”
Rapida la risposta del Ministro dell’Interno: “C’è qualche parlamentare che pensa alla legalizzazione della cannabis, ma io non penso che sia priorità. Se dobbiamo sconfiggere davvero la criminalità, togliamo dalle strade la prostituzione a cielo aperto che è una vergogna”
Più deciso e meno permissivo il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio: “Non perché l’ha detto Salvini, ma semplicemente perché tutte le volte che Gian Marco Centinaio esce dal contratto di governo si alza il collega dei 5 Stelle e dice ‘non è nel contratto di governo’, e quindi quello che dirò ai colleghi è ‘non è nel contratto di governo’. Facciano un governo con qualcun altro”
Anche il Ministro della Famiglia Lorenzo Fontana si è espresso negativamente: “Si tratta di un tema che non è nell’agenda della Lega. Ci sorprende quindi che vengano presentati disegni di legge che sembrano più provocazioni che altro”.
Così come il forzista Stefano Mugnai che aveva commentato: “Il senatore Mantero gioca su un terreno scivolosissimo che riguarda la salute dei cittadini e dei nostri giovani in particolare”
Favorevole invece Beppe Grillo, nel suo tweet: “Trovate qualche motivo per non legalizzare la marijuana?”
La replica di Mantero non è tardata: “La notizia del ddl cannabis è sbarcata anche in Brasile. Manca solo più la Kamcatka e abbiamo raggiunto (quasi) tutti gli obiettivi. Detto questo conto di iniziare a parlarne in Parlamento il prima possibile, con buona pace di Fontana”.
Più caustico il Ministro della Giustizia Bonafede ai microfoni di Circo Massimo: “Ritengo che non si farà, a meno che ci siano nuovi temi importanti, allora le due forze ne discuteranno”.
La posizione di Fratelli D’Italia invece è giunta tramite le dichiarazioni del Presidente del gruppo regionale dell’Emilia Romagna Giancarlo Tagliaferri: “Anche la cannabis light usata ‘a scopo ricreativo’, per altro proibito dalla confusa e ambigua legge 242 del 2016, è comunque una droga e può avere effetti negativi. Chi vuole farla passare per altro è in malafede o non abbastanza informato. Tant’è che il Consiglio superiore di sanità ha già valutato la sua potenziale pericolosità, soprattutto per certe fasce di popolazione ‘a rischio’, adducendo l’indispensabile criterio di precauzione”.
A ridare slancio alla proposta le ultime dichiarazioni di Luigi di Maio, Ministro dello Sviluppo Economico: “Io l’avevo sottoscritta nella precedente legislatura, è chiaro che siamo in un governo in cui abbiamo scritto un contratto di governo, non tutto c’è nel contratto, ma io quella proposta l’ho sostenuta nella precedente legislatura è una buona proposta. Adesso portiamo a casa gli obiettivi del contratto, nulla vieta che il contratto in futuro possa essere aggiornato, adesso siamo concentrati sugli obiettivi”.
Anche Vittorio Sgarbi si è espresso sulla proposta, ironicamente favorevole con i suoi modi.
Nel frattempo è stata fatta pervenire ai Senatori del Movimento 5 Stelle la Proposta Collettiva di Riforma Normativa contenuta nel Manifesto per la Cannabis Libera.
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