Articolo di Francesco Bianco, fonte ok-salute.it

Un nuovo studio canadese conferma ricerche precedenti. I cannabinoidi attivano le cellule della retina

Risultati sorprendenti. Così il team di ricercatori canadesi ha commentato i primi esiti del loro lavoro sugli effetti della cannabis sulla vista. In particolare l’équipe dell’Istituto neurologico di Montreal ha scoperto che i cannabinoidi, sostanze presenti nella cannabis ma anche nel nostro corpo umano, potrebbero aumentare l’attività delle cellule della retina, migliorando la vista.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica eLife, si è concentrata al momento sulla reazione di alcuni girini ai cannabinoidi, sia quelli esterni – la cannabis – sia interni – gli endocannabinoidi, che come si diceva sono all’interno del nostro organismo.

In tutti e due i casi l’esposizione a questa sostanza ha migliorato la visione dei girini, che erano in grado di vedere anche con una luce molto fioca.

Cosa è successo?

I cannabinoidi hanno aumentato l’attività delle cellule gangliari della retina, che sono quelle che hanno il compito di trasmettere impulsi dall’occhio al cervello.

Ora gli scienziati dovranno stabilire se i risultati ottenuti in laboratorio siano trasferibili sull’uomo. Già un precedente studio osservazionale su pescatori marocchini e giamaicani aveva dimostrato che l’ingestione di cannabis migliorava la loro visione notturna.

Una ricerca dell’università spagnola di Alicante, pubblicata sulla rivista Experimental Eye Research, aveva evidenziato come i cannabinoidi siano in grado di rallentare la retinite pigmentosa, una malattia oculare genetica, che conduce alla grave perdita della vista e cecità. «Questi dati suggeriscono che i cannabinoidi sono potenzialmente utili per ritardare la degenerazione retinica nei pazienti con retinite pigmentosa» ha detto Nicolás Cuenca, autore principale dello studio ha detto .

Un altro studio pubblicato nel 1978 aveva evidenziato che la cannabis ha causato un ritardo nella regolazione della pupilla, concludendo che «sembra probabile che la marijuana o un prodotto metabolico di marijuana agisce direttamente sulla retina per produrre il ritardo nel recupero dall’abbagliamento».

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