Oggi, su IoDonna del Corriere della Sera, è uscita una intervista al famoso cantante J-Ax, all’anagrafe Alessandro Aleotti, che molti ricorderanno per la sua importante avventura con gli Articolo 31.
In questa intervista Ax ha sottolineato due tematiche che molto spesso negli ultimi brani degli ultimi anni aveva lasciato in secondo piano:
Alla domanda se in televisione, in Italia, si può davvero dire ciò che si vuole, Ax ha risposto assolutamente No, “ci sono dei limiti ben precisi. L’ho scoperto quando ho provato a fare la mia trasmissione, Sorci verdi. Nel nostro Paese non c’è tutela della satira, quella vera, ed è per questo che noi non possiamo avere programmi come quelli degli americani: l’artista che porta avanti una satira che è anche critica può venire querelato e non c’è nessuna legge che lo protegga. Quindi no, in tv in Italia non si può dire ciò che si vuole, da questo punto di vista siamo in un regime soft.”
Si è parlato anche di regolamentazione della cannabis e, nonostante la tematica sia passata in secondo piano nelle canzoni dell’artista, essa sembra sempre essere presente nelle sue ideologie.
Il giornalista ha chiesto a J-Ax di quanto avvenuto nella sua partecipazione al programma di Fazio, dove ha approfittato per fare una battuta sulla legalizzazione della cannabis, chiedendogli se fosse ancora un tema importante, secondo l’artista.
La risposta di J-Ax è stata perentoria e chiara:
“Sì, una battutina l’ho fatta: anche se ho smesso di fumare, il tema mi interessa, perché sono e resto un libertario, convinto che la cannabis debba diventare legale. La guerra alla droga così com’è stata portata avanti finora mi sembra abbia solo peggiorato il problema.”
Ci auguriamo che J-Ax riporti anche nelle sue canzoni nuovamente questa tematica, decisiva a livello sociale per un’avanzamento del nostro paese.
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