Articolo di Marta Scaccabarozzi – 19 Media Agency

È online su YouTube “Illegal”, il nuovo video degli Skabomber, trio ska formato dal cantante e sassofonista Lo Spekkio, dal tastierista Domenico e dal batterista Alberto, e che vede la partecipazione straordinaria di Teo dei Rootical Foundation. Il video è stato interamente girato in casa dalla band durante la quarantena utilizzando un software per video conferenze.

Il video Ufficiale su Youtube

Il tema della canzone è esplicitato sin dal titolo: la legalizzazione delle droghe leggere.

Li abbiamo incontrati per conoscerli meglio.

Ecco l’intervista.

Chi sono gli Skabomber? 

Gli Skabomber sono un trio di musicisti formatosi nel Dicembre 2016 dall’idea brillante e malsana del nostro Luca Specchio aka “Speech” (sassofonista dei Vallanzaska – Black Beat Movement – Matrioska) di riarrangiare grandi classici italiani e internazionali in chiave Ska e Reggae, con il solo ausilio di sax, tastiere e batteria e un po’ di elettronica con cui condire il tutto.

Oltre a Luca fanno parte del trio “Padre” Domenico Santoro aka “Mimmuccio” (Vallanzaska – Le Teste) alle Tastiere, e Alberto Tita Gallo aka “Tito” (Junior Sprea & The Seniors Live Band) alla Batteria.

Nel 2019 gli Skabomber propongono il loro primo EP, Suono Illegal, con il quale decidono di buttarsi nella realizzazione di brani originali eper far ciò coinvolgono tanti amici, come i Punkreas, Teo dei Rootical Foundation e Kabo.

Parlateci di Illegal, il vostro nuovo video

Illegal è, nello specifico, il primo singolo estratto dal nostro EP Suono Illegal.

Il video, purtroppo, tratta della tematica relativa alla legalizzazione della cannabis e, in particolare, dell’autoproduzione della stessa.

Diciamo “purtroppo” perché al 2020 pare impensabile che ci si ritrovi ancora in questa surreale di proibizionismo che ha, quale unico risultato, quello di favorire la criminalità organizzata.

Relativamente al video l’idea era quello di girarlo ai primi di marzo passando per varie location ed invitando a partecipare tanti amici; purtroppo non avevamo preso in considerazione una pandemia globale che avrebbe stravolto tutti i nostri piani.

Nonostante la quarantena forzata, abbiamo pensato che dovevamo comunque portare a termine la nostra “missione” e pertanto ci siamo arrangiati con gli strumenti che la tecnologia (quando non prende il sopravvento) ci ha messo a disposizione.

Pertanto, armati di portatile, muri colorati e tanta buona volontà abbiamo provato a tirar fuori qualcosa che fosse perlomeno dignitoso.

Ed in questo “tentativo disperato” abbiamo coinvolto Teo dei Rootical Foundation, che già ci aveva prestato la voce ed i testi per il brano, e Kabo, bravissimo rapper e professionista del video che, oltre a prestarci le sue rime per un altro brano dell’EP, si è prestato alla c.d. manovalanza di montaggio del video.

E alla fine di cotanto faticoso lavoro dobbiamo dire che siamo davvero soddisfatti del risultato e speriamo che l’allegria che questo video ci trasmette sia in egual modo trasmessa a tutti quella che lo vedono.

Insomma, neanche la pandemia ci ha potuto fermare!

In generale, quel è il vostro pensiero sulla legalizzazione della cannabis? 

Beh, vi piace vincere facile con questa domanda… Direi che una band che decide di proporre quale singolo una canzone che tratta di autoproduzione non può che non essere a favore della legalizzazione dellacannabis e le motivazioni sono tante, riguardando sia tematiche sociali che di natura economica. In mezzo a tutto ciò l’autoproduzione rappresenta per noi la soluzione più naturale alla gestione del tema, come lo è per natura coltivare una rosa o fare un orto. Pensate a quanti profitti sarebbero tolti alla mafia ed alle organizzazioni criminali. Poi, per chi non potesse autoprodurre coltivando, un processo di legalizzazione potrebbe creare un indotto per il lavoro così come è successo in spagna con i social club. Del resto siamo stati uno tra i maggiori produttori (se non il maggiore) di canapa all’inizio del 900 e quindi sappiamo già che l’Italia è un terreno adatto alla coltivazione. Ci rendiamo conto di quanto posti di lavoro potrebbero essere creati?

Meglio ancora, guardiamo qual è stato il risultato della legalizzazione nei paesi che hanno proceduto in tal senso: più posti di lavoro, più indotto, più introiti per gli stati. E da ultimo è bene ricordare gli svariati usi che la canapa ha: terapeutico, ricreativo, tessile, polimeri vegetali, cosmetica, alimentari, ecc. Insomma, che aspettiamo?

Articolo di Marta Scaccabarozzi – 19 Media Agency

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