FreeWeed entra nella rete Itanpud : la battaglia antiproibizionista non si ferma alla legalizzazione della cannabis

Il termine battaglia appare di logica il più idoneo per descrivere un azione globale che pur essendo assolutamente pacifica ed utilizzando le “armi” dell’informazione, il dialogo, la critica, il confronto , è un azione che vuole contrastare la sistematica e ripetuta violazione dei diritti umani e civili, che avviene in tutto il mondo in nome della “guerra alla droga”.

Fatta questa breve premessa, ci sembra doveroso partire dal fatto concreto : FreeWeed, associazione di attivismo politico volta alla tutela dei consumatori di cannabis in primis e al miglioramento della società intera, nata nel 2013, dopo una riflessione fatta dal proprio direttivo ha deciso di entrare a far parte delle neonata Itanpud, la rete italiana di consumatori di sostanze ( Network Italiano persone che usano droghe) .

Questa scelta ha per FreeWeed un significato particolare: si riconosce che nelle mission di Itanpud si ritrovano dei valori comuni. FreeWeed centra il suo ambito operativo nelle politiche sulla cannabis ma entrando in Itanpud e riconoscendone la mission, compie un gesto di straordinaria lungimiranza e di importante significato. Spesso, troppo spesso, l’antiproibizionismo sembra tramutarsi in una esclusiva rivendicazione da parte dei consumatori di cannabis nell’avere una modifica alla legge attuale sugli stupefacenti, ovvero la 309/90 e praticamente avere legalizzata la “loro” sostanza preferita.

Ma antiproibizionismo non è solamente richiedere una immediata e necessaria modifica alla legge 309/90 per quanto concerne la collocazione della cannabis, seguendo finalmente le evidenze scientifiche e delle ricerche sociali internazionali e tutelandone la libertà, ma anche interessarsi di una più comprensiva riforma totale sulle leggi e le politiche che provano a gestire il complesso fenomeno del consumo di sostanze stupefacenti.

L’antiproibizionismo quindi comprende certamente lo sviluppo di un miglioramento legislativo sulla cannabis, ma non si limita a questo nella sua azione sociale e territoriale; appurata la basilarità di un percorso di liberalizzazione definitiva della cannabis, è importante ampliare l’orizzonte di libertà personale alla sua giusta espressione di collettiva tutela della scelta singola di ciascun consumatore di ciascuna sostanza, portando educazione, informazione e soprattutto possibilità di scegliere e di essere comunque tutelati, indipendentemente dalla scelta di un consumo, ed aver garantiti i diritti fondamentali di cittadini dello Stato Italiano.

Se si vuole riconoscere l’importanza dell’antiproibizionismo, in un’ottica di difesa dei diritti umani e civili, della dignità di ogni individuo, della libertà personale, non si può poi condizionarne il senso all’utilizzo di una sostanza piuttosto che un’altra.

Il proibizionismo si è sempre rivelato un errore per qualunque sostanza in un ottica di tutela della salute e dei diritti umani. . Tutte le violazioni dei diritti umani e civili, le umiliazioni, le nefaste conseguenze insomma del proibizionismo vanno combattute e modificate radicalmente.

Sia chiaro: nessuno può negare che, per tutta una serie di motivi, la legalizzazione della cannabis sia sicuramente fondamentale e forse persino quella più raggiungibile a livello temporale e senza dubbio quella più socialmente accettata, ma l’antiproibizionismo non può fermarsi lì. Non deve fermarsi lì. L’antiproibizionismo è un’azione che va contro una cultura della negazione e dell’oppressione. Ed essere contro quella cultura non si può limitare al solo fatto di essere favorevoli alla sola legalizzazione delle sostanze.

Itanpud, in quanto associazione di consumatori intende rivendicare i danni che il proibizionismo ha fatto e fa nei confronti di tutti i consumatori di sostanze psicotrope ed intende contribuire a uno sviluppo culturale che vuole superare i limiti del proibizionismo. Limiti che sono stati dati al pensiero sulle libertà individuali così come alla dignità della persona. Per una associazione come FreeWeed, costituita in maggioranza da consumatori di cannabis, e con una grande esperienza in materia, che oltre la ricerca di percorsi per giungere alla liberalizzazione della cannabis ha nell’informazione e nella consapevolezza del consumatore, uno dei principali obiettivi , ecco per un’associazione così strutturata entrare in Itanpud è anche un chiaro segnale sociale di voler abbracciare una politica antiproibizionista più ampia, comprensiva e propositiva.

Ovvio che ognuno si interessa principalmente della sostanza che maggiormente consuma, ma la situazione delle politiche sulle droghe, l’impatto che ha sulla nostra società non può lasciare indifferenti chi si interessa di cannabis, così come è importante che chi si occupa di riduzione del danno prenda sempre più consapevolezza dei danni causati dal proibizionismo stesso, partendo dalla cannabis come base per un percorso sociale radicale a tutela dei diritti di tutti i consumatori di sostanze.

L’antiproibizionismo non è solo liberare la cannabis, la cui lotta territoriale ed istituzionale rappresenta profondamente la base condivisa su cui costruire un futuro di libertà personali per tutti i consumatori di qualunque sostanza, ma deve essere chiaro che è lo stesso antiproibizionista che deve schierarsi contro una politica sulle droghe scellerata e dannosa, contro tutti i danni che vengono fatti in nome del proibizionismo e che vanno dalle perquisizioni con i cani a scuola, passando alle carceri italiane con un’alta percentuale di persone con reati droga correlati, per arrivare allo stigma e l’autostigma presenti ogni giorno nella nostra società e nei rapporti umani che la costituiscono, fino a degenerare in drammi come quelli di Stefano Cucchi o Federico Aldrovandi per citare i più tragicamente noti.

La liberalizzazione della cannabis, che certamente tutti auspichiamo, deve essere dunque solo il primo passo di una evoluzione di più ampio respiro su tutte le sostanze psicotrope, che dovrebbe far parte a sua volta di uno sviluppo culturale e sociale che abbia come primi attori proprio i consumatori in nome di quel “niente su di noi senza di noi” che non ha sostanze di preferenza ma solo comportamenti di chi li assume: questo FreeWeed entrando a far parte del network di Itanpud vuole affermare con un gesto veramente e dichiaratamente antiproibizionista che grida chiaramente della necessità di mettere mani a tutta una politica ed una cultura sul fenomeno sociale del consumo di sostanze stupefacenti dando protagonismo e responsabilità personale e sociale proprio a chi mette in atto quei consumi, cioè NOI !!!

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