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Dunque l’emendamento sulla Cannabis Industriale è stato fermato dalla Presidente del Senato Elisabetta Casellati, rendendolo non recepibile su pressione delle “Destre” in minoranza.

Purtroppo il provvedimento è terminato in un nulla di fatto, ma questo potrebbe e dovrebbe segnare un nuovo inizio per l’azione parlamentare.

Sicuramente però occorrerà valutare meglio le strategie di azione, magari seguendo maggiormente la richiesta popolare e sociale di una discussione globale sulla cannabis a 360° in Parlamento, prima di approvare una legge inerente.

Infatti se andiamo a vedere le metodologie con le quali si voleva far approvare questo emendamento, effettivamente molti dubbi vengono alla luce.

Perchè è stato bocciato?

A quanto si apprende, le destre, in minoranza, hanno alzato il dubbio, forse legittimo, anzi sicuramente legittimo, nostro malgrado, che il provvedimento affrontasse situazioni differenti da quelle della legge nella quale sarebbe stato inserito.

Insomma precisamente come fu per la famigerata Fini-Giovanardi, il decreto “infilato” nel decreto del 2006 inerente le olimpiadi invernali, e che proprio per questo motivo venne poi bocciato dalla Corte Costituzionale ben 8 anni dopo, nel febbraio 2014.

Infatti, come fu per la legge repressiva del 2006, questa volta si voleva inserire una manovra antiproibizionista all’interno di una legge non dedicata, e non affrontando tematiche importanti quali la tutela del consumatore, in accordo con la Sanità Pubblica e le varie commissioni che dovrebbero valutare l’agibilità di una legge e la sua completezza di discussione.

Si volevano saltare le commissioni inerenti e la discussione parlamentare conseguente, delegando tutto ad un voto di fiducia su una Manovra Economica che effettivamente affrontava il problema solo dal lato economico della questione, senza esporre soluzioni efficaci per uso, commercio, destinazione, controllo qualità ecc.

Lungi da noi dare pertanto ragione ai probizionisti, ma se le cose si devono fare, vanno fatte per bene.

Inoltre che si eviti, nei prossimi tentativi, il discorso “monopolio”, per il bene della società e del settore.

Cosa significa però questa bocciatura e questa analisi?

In pratica l’emendamento è stato bocciato perchè non inerente alla legge in discussione e non passato al vaglio parlamentare e commissionale; dunque ora la prossima mossa dovrà essere quella necessariamente di proporre una legge completa, che risolva tutti i problemi e non solo quelli di una parte del settore e di una parte della cannabis, e che possa essere valutata dalle commissioni e dal parlamento per poi essere discussa anche a livello nazionale.

Ed in quel caso potrebbero opporsi finchè vogliono, ma essendo ora come ora una minoranza parlamentare, dovrebbero solo rinunciare o perdere la votazione in parlamento.

La normativa denominata “Manifesto per la cannabis libera” o “Manifesto Collettivo” è pronta in Parlamento per una discussione approfondita di tutte le sue variabili, pronta per una valutazione del Ministero della Salute e delle Commissioni Sanità e Giustizia, serve solo insistere nella richiesta ed unificarsi anzichè disgregarci su diversi piani settoriali.

Siamo al lavoro per riaprire il discorso parlamentare con il Ministero di Giustizia e con il Senatore Matteo Mantero per rilanciare la proposta collettiva nei prossimi mesi, in quanto crediamo che se si vuole arrivare ad una soluzione, questa soluzione debba essere dunque proposta, discussa e sostenuta.

Stefano Armanasco – Presidente Associazione FreeWeed

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