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Corte di Strasburgo Condanna l’Italia: Migranti Minori Detenuti Illegalmente a Taranto

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La Corte europea per i diritti umani di Strasburgo ha emesso una condanna nei confronti dell’Italia, evidenziando il trattamento degradante subito da quattro migranti irregolari minorenni alloggiati nell’hotspot di Taranto. Questo verdetto solleva nuove domande sulla coerenza tra la legislazione italiana e il rispetto dei diritti umani, soprattutto in un momento in cui il governo è sotto la lente d’ingrandimento per il suo decreto legge sull’immigrazione.

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I quattro migranti, provenienti da Gambia e Ghana, erano giunti sulla costa italiana nel maggio del 2017. Nonostante avessero dichiarato immediatamente alle autorità di essere minorenni, furono comunque trasferiti nell’hotspot di Taranto, in cui le condizioni di sovraffollamento e le carenze igieniche avrebbero creato un ambiente degradante. La Corte ha sottolineato che i minori hanno dovuto convivere con adulti per quasi due mesi, mettendo in discussione la volontà del governo di permettere tale promiscuità.

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I giudici della Corte hanno identificato tre violazioni della Convenzione europea dei diritti umani. La prima, basata sull’articolo 3, proibisce la tortura e i trattamenti inumani o degradanti. La Corte ha rilevato carenze nelle condizioni dell’hotspot di Taranto, concludendo che i migranti sono stati sottoposti a un trattamento degradante. La seconda violazione riguarda l’articolo 5, che vieta la privazione di libertà senza una base legale chiara e accessibile. Infine, la terza violazione concerne l’articolo 13, il diritto a un ricorso effettivo. La Corte ha sottolineato che, a causa della mancanza iniziale di un tutore legale, i minori non hanno potuto denunciare le violazioni.

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Come conseguenza della sentenza, l’Italia dovrà risarcire ciascuno dei quattro migranti con 6.500 euro per il danno non pecuniario e coprire i costi legali con ulteriori 4.000 euro. La decisione della Corte arriva in un momento in cui l’Alto commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, esprime preoccupazioni sull’accordo tra Italia e Albania, evidenziando la tendenza di esternalizzare le procedure di asilo, aumentando così i timori per i diritti umani.

Questa condanna mette in luce la necessità di un approccio più attento e rispettoso dei diritti umani nella gestione delle questioni legate all’immigrazione, sollecitando il governo italiano a riconsiderare le pratiche che portano a trattamenti degradanti, specialmente nei confronti dei minori.

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