Mentre la politica italiana continua a barcamenarsi tra restrizioni ideologiche e tentativi di criminalizzare la canapa industriale, l’Europa sceglie la via della scienza e della regolamentazione. L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha recentemente compiuto un passo decisivo stabilendo un livello di assunzione sicura provvisorio per il CBD inteso come nuovo alimento.
Una soglia di sicurezza per la trasparenza
Il gruppo di esperti dell’EFSA ha fissato un limite pari a 0,0275 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno. Tradotto in termini pratici, si parla di circa 2 mg al giorno per un adulto di 70 kg. Questa misura riguarda esclusivamente formulazioni con una purezza superiore al 98% e prive di nanoparticelle. Sebbene la soglia possa apparire ridotta, la sua natura ‘provvisoria’ è un atto di responsabilità scientifica: serve a tutelare i consumatori mentre i produttori forniscono i dati tossicologici mancanti richiesti per una valutazione definitiva.
L’incapacità del sistema proibizionista italiano
Mentre a Bruxelles si discute di protocolli di sicurezza e dati scientifici, in Italia il dibattito resta tristemente ancorato a visioni proibizioniste che ignorano le evidenze di mercato e di salute pubblica. Regolamentare il CBD come Novel Food significa riconoscere una realtà economica esistente e garantire che i prodotti sugli scaffali siano sicuri, testati e privi di contaminanti. L’approccio proibizionista non fa altro che alimentare il mercato nero e lasciare i consumatori in una zona grigia legislativa che danneggia l’intera filiera produttiva della canapa.
Le lacune nei dati come opportunità di ricerca
L’EFSA ha ribadito la necessità di approfondire gli effetti del CBD sui sistemi epatico, endocrino e nervoso. Questi dubbi non devono essere interpretati come un ‘no’, ma come un invito alla rigorosità scientifica. Il fatto che l’EFSA stia programmando webinar e sessioni informative per aiutare le aziende a colmare queste lacune dimostra una volontà di integrazione, non di esclusione. È tempo che l’Italia smetta di temere la pianta di cannabis e inizi a supportare la ricerca e lo sviluppo di un settore che potrebbe essere trainante per l’economia verde nazionale. La regolamentazione non è un ostacolo, ma la forma più alta di tutela per la libertà dei cittadini.
Iscriviti al canale
Contenuti indipendenti, analisi politiche e approfondimenti sulla cannabis e l'attivismo. Unisciti alla community su YouTube.
Iscriviti @spliffbreakLascia il tuo segno
Registrati gratuitamente per commentare gli articoli, interagire con la redazione e accumulare Punti Attivismo.
Punti Attivismo
Chi commenta, condivide e partecipa scala la classifica. Sei pronto a difendere la libertà?
- #1 Steven Weaponrise - Political Oversight 8,073
- #2 AmsBunDem - Web Engineering Manager 1,509
- #3 Davide 959
- #4 MarcoM 622
- #5 Roberto 596
- #6 Matteo - Fact-Checker 593
- #7 Lizz - Managing Editor 538
- #8 Steven Weaponrise Editor-in-Chief 461
- #9 Robb (FreeWeed Messina) 421
- #10 Andrea - Data Journalist 394
- #11 Giacomo Herrera - Web Editor 364
- #12 Mark - Chief Content Officer 348
- #13 Ray - Web Content Writer 347
- #14 Matteo (FreeWeed Milano) 287
- #15 Carlito’s weed 260
- #16 AGRO CANAPA ®️ 246
- #17 Sioux 236
- #18 Lea (Leopoldina) Bellan (TG-POLDO) 226
- #19 Luigi - UX Writer 181
- #20 Alessandro 171
- #21 Loris Trapanese 165
- #22 LucilleMeavy 163
- #23 Paglialunga 158
- #24 Sad 139
- #25 Alessandro Viti 133

Investigative Journalist – FreeWeed Associated Press
