Un fronte trasversale di oltre 220 firme chiede la revisione urgente del Decreto Assessoriale 17/2020. Non è più tempo di attendere: la salute dei pazienti siciliani deve finalmente prevalere sui pregiudizi ideologici e sulle lungaggini di un sistema spesso sordo alle evidenze scientifiche.
Un’Urgenza Non Più Rimandabile
Gaetano D’Amico, presidente del Comitato Esistono i Diritti, ha lanciato una sfida diretta al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Con un appello formale supportato da un coro eterogeneo di medici, avvocati e parlamentari, D’Amico denuncia l’inefficacia delle attuali normative regionali. Il punto è critico: mentre la scienza conferma i benefici della cannabis terapeutica, la burocrazia siciliana continua a erigere muri che impediscono ai cittadini di accedere alle cure in modo equo.
Il Paradosso della Rimborsabilità e i Limiti del Proibizionismo
Il cuore della protesta risiede nel Decreto Assessoriale n. 17/2020, uno strumento che oggi risulta obsoleto e discriminatorio. Molti pazienti siciliani, pur non rispondendo alle terapie convenzionali, si vedono negata la rimborsabilità dei farmaci cannabinoidi, restando intrappolati in un limbo di sofferenza e spese insostenibili. Questo scenario è il riflesso di un’eredità proibizionista che ancora infesta le istituzioni italiane, dove il farmaco viene trattato come un tabù piuttosto che come una risorsa terapeutica validata.
Formazione Medica e Libertà di Cura
Le proposte avanzate dal Comitato sono precise e radicali: allineamento immediato al Decreto Lorenzin, formazione obbligatoria per i medici di medicina generale tramite il CEFPAS e l’istituzione di un albo regionale dei medici prescrittori. Si richiede, in sostanza, di restituire dignità e autonomia alla classe medica, sottraendo la prescrizione della cannabis a protocolli rigidi e limitanti che ignorano le reali necessità dei pazienti.
Basta Pregiudizi: Verso una Vera Riforma
L’adesione trasversale a questo appello, che include anche esponenti del mondo ecclesiastico e presidenti degli ordini dei medici, dimostra che la regolamentazione della cannabis non è una bandiera ideologica, ma una necessità di salute pubblica. La Sicilia ha l’occasione di smarcarsi da un modello nazionale troppo spesso ostaggio di posizioni retrograde, ponendosi all’avanguardia nella tutela dei diritti civili. È tempo che la politica smetta di ignorare i corpi dei malati e inizi a legiferare con coraggio e umanità.
Iscriviti al canale
Contenuti indipendenti, analisi politiche e approfondimenti sulla cannabis e l'attivismo. Unisciti alla community su YouTube.
Iscriviti @spliffbreakLascia il tuo segno
Registrati gratuitamente per commentare gli articoli, interagire con la redazione e accumulare Punti Attivismo.
Punti Attivismo
Chi commenta, condivide e partecipa scala la classifica. Sei pronto a difendere la libertà?
- #1 Steven Weaponrise - Political Oversight 8,073
- #2 AmsBunDem - Web Engineering Manager 1,509
- #3 Davide 959
- #4 MarcoM 622
- #5 Roberto 596
- #6 Matteo - Fact-Checker 593
- #7 Lizz - Managing Editor 538
- #8 Steven Weaponrise Editor-in-Chief 461
- #9 Robb (FreeWeed Messina) 421
- #10 Andrea - Data Journalist 394
- #11 Giacomo Herrera - Web Editor 364
- #12 Mark - Chief Content Officer 348
- #13 Ray - Web Content Writer 347
- #14 Matteo (FreeWeed Milano) 287
- #15 Carlito’s weed 260
- #16 AGRO CANAPA ®️ 246
- #17 Sioux 236
- #18 Lea (Leopoldina) Bellan (TG-POLDO) 226
- #19 Luigi - UX Writer 181
- #20 Alessandro 171
- #21 Loris Trapanese 165
- #22 LucilleMeavy 163
- #23 Paglialunga 158
- #24 Sad 139
- #25 Alessandro Viti 133

Investigative Journalist – FreeWeed Associated Press
