E’ di ieri la notizia che la regione Sicilia si farà carico delle spese per la cannabis ad uso medico, almeno per alcune tipologie di pazienti, ma la notizia che rimbalza a livello nazionale è l’inserimento nel Decreto Milleproroghe di una “postilla” sulla cannabis light.

Pare proprio che la maggioranza parlamentare non ne voglia sapere di affrontare l’iter di una legge così come andrebbe affrontato, e così si ritenta la carta del decreto non inerente. Come non inerente infatti è la tematica. E quindi indovinate come finirà?

Le probabilità infatti che questo decreto nel decreto passi sono vicinissime allo zero.

Andiamo comunque ad esaminare la richiesta, sempre ricordando ai partiti politici che giace pronta in Senato una proposta di legge collettiva che risolverebbe ampiamente tutte queste problematiche, ed anche persino altre.

Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Liberi e Uguali e +Europa chiedono – attraverso una proposta di modifica all’articolo 34 – di aggiungere i “prodotti e preparati contenenti cannabidiolo (CBD) il cui contenuto di tetraidrocannabinolo (Thc) non sia superiore allo 0,5 per cento per qualsiasi uso derivanti da inflorescenze fresche ed essiccate e oli” tra quelli che si possono ottenere dalla coltivazione e trasformazione della canapa ed essere immessi in commercio.

L’obiettivo è sostenere la filiera agroalimentare della canapa e di garantire l’integrità del gettito tributario derivante dalle attività di commercializzazione e vendita di prodotti a base di canapa operanti sul territorio nazionale, nonchè di salvaguardare i livelli occupazionali del settore”.

Vedremo come finirà, quel che è certo è che occorre necessariamente una presa di posizione politica molto ma molto più netta sulla tematica cannabis, non solo relegata ad una settorializzazione pericolosa.

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