Il futuro incerto della canapa industriale in Abruzzo: tra decisioni politiche e impatti economici

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La bocciatura della risoluzione a favore del settore della canapa industriale solleva interrogativi sul destino di un comparto strategico per l’economia regionale.

La decisione della V Commissione: un duro colpo per le imprese

Nella seduta di ieri, la V Commissione del Consiglio regionale dell’Abruzzo ha respinto la risoluzione proposta dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, Erika Alessandrini e Francesco Taglieri. L’iniziativa mirava a impegnare la Giunta regionale a sostenere le imprese del settore della canapa industriale e a sollecitare il Governo nazionale per modificare l’articolo 18 del DDL Sicurezza. Tuttavia, il provvedimento è stato bocciato con i soli voti favorevoli dell’opposizione.

Secondo i consiglieri del M5S, la scelta della maggioranza di centrodestra di posticipare la decisione nel precedente Consiglio regionale, sotto la richiesta del presidente Marco Marsilio, si sarebbe rivelata una strategia dilatoria finalizzata a evitare il confronto pubblico. Questo rinvio, presentato come una necessità di chiarimenti da parte del Governo, si è concluso con la definitiva bocciatura della proposta.

Implicazioni economiche e occupazionali

L’eventuale approvazione dell’articolo 18 del DDL Sicurezza in Senato potrebbe avere conseguenze devastanti per l’intera filiera della canapa industriale in Italia, limitando fortemente la produzione di prodotti cosmetici, alimentari e terapeutici. Secondo Erika Alessandrini, ciò avverrebbe nonostante il CBD (cannabidiolo) sia riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una sostanza priva di effetti psicotropi e con numerosi benefici per la salute.

Le aziende operanti nel settore rischiano una chiusura forzata, con un impatto significativo sull’occupazione. Attualmente, il comparto genera un fatturato annuo di 500 milioni di euro e garantisce 15.000 posti di lavoro in Italia, con una presenza rilevante in Abruzzo. Le restrizioni previste dal provvedimento nazionale, inoltre, favorirebbero le multinazionali straniere, penalizzando le imprese locali e ostacolando lo sviluppo di un’economia circolare e sostenibile.

Le eccellenze abruzzesi nel settore della canapa

Numerose imprese abruzzesi hanno investito nella coltivazione e trasformazione della Cannabis sativa L., pianta coltivata legalmente con un contenuto di THC inferiore allo 0,2% e priva di effetti psicoattivi. Tra le realtà di spicco:

  • Green Valley Società Agricola, attiva dal 2017 nella produzione di canapa industriale con tecniche sostenibili.
  • Veridia Italia, che nel 2022 ha prodotto oltre 14 tonnellate di biomassa e fiori di canapa, ottimizzando ogni parte della pianta per la realizzazione di prodotti innovativi.
  • Scienza in Fiore S.r.l., azienda con sede a Pineto (TE), specializzata nella creazione di ingredienti cosmetici, alimentari e per integratori, con servizi di analisi e consulenza tecnica.
  • Kulto, startup di Castilenti (TE) che ha rivoluzionato la coltivazione indoor di cannabis grazie all’intelligenza artificiale e al vertical farming, garantendo elevati standard di qualità e sostenibilità.

Una decisione controversa e il rischio di arretramento economico

La bocciatura della risoluzione è stata definita dal consigliere Francesco Taglieri come un atto di “miopia politica”, che dimostra l’incapacità della maggioranza regionale di distinguere tra canapa industriale e marijuana, alimentando pregiudizi infondati. Tale posizione ideologica, priva di basi scientifiche, rischia di compromettere un settore legale e virtuoso, che opera nel rispetto delle normative europee.

Secondo i rappresentanti del M5S, il centrodestra abruzzese avrebbe sacrificato gli interessi economici e occupazionali della Regione per non entrare in conflitto con il proprio Governo nazionale, anteponendo logiche di partito alle necessità del territorio.

Riepilogo breve

La bocciatura della risoluzione a sostegno della canapa industriale in Abruzzo rappresenta un grave ostacolo per un comparto economico che genera miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro. L’applicazione delle restrizioni previste dal DDL Sicurezza penalizzerebbe ingiustamente le imprese locali, favorendo attori esteri e soffocando l’innovazione. Il dibattito attorno a questo tema dimostra come le scelte politiche possano avere impatti diretti e concreti sull’economia e sul futuro della Regione.

Commento personale

Le decisioni politiche dovrebbero sempre basarsi su dati oggettivi e sull’interesse collettivo, piuttosto che su preconcetti ideologici. L’Abruzzo rischia di perdere un’opportunità di crescita economica, mettendo in difficoltà imprese innovative che operano nel rispetto della legge. È necessario un confronto più ampio e aperto sul tema, per evitare che un settore in espansione venga penalizzato senza un fondamento scientifico valido.

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Steven Weaponrise - Political Oversight

Coordinatore Attività Politiche Associazione FreeWeed Board

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