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Analisi del New York Times: La Legalizzazione, con un Focus sulla Giustizia Sociale, unisce i Democratici per il 2020

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Traduzione a cura di Wu Ming 1113

Molta gente in Colorado ricorda ancora la battuta di John Hickenlooper; dopo che lo stato legalizzò la marijuana infatti egli pose un monito: “Non scartate i Cheetos o i Goldfish troppo in fretta.”

Ma Mr. Hickenlooper, il governatore in carica all’epoca dell’iniziativa, nel 2012, alla fine cambiò idea, permettendo l’uso ricreativo della cannabis. Riconobbe che i timori circa l’aumento del consumo da parte dei minori non si realizzavano, e si vantava delle entrate fiscali per i programmi sociali che la vendita legale garantiva.

Entrando questo mese nella gara elettorale per la Presidenza dei Democratici, il signor Hickenlooper si è unito ad uno schieramento già affollato da candidati pro-legalizzazione, un riflesso del rapido mutamento dell’opinione pubblica da quando il Colorado è diventato uno dei primi 10 Stati ad avere legalizzato la marijuana ricreativa.

Questo argomento oggi è un pilastro della politica progressista, ma non a causa di canuti hippies che amano la loro Rocky Mountain High. Piuttosto, per molti democratici, la legalizzazione è diventata una cartina al tornasole per l’impegno dei candidati verso la parità di trattamento da parte della polizia e della giustizia penale, nonché per la lotta alle disuguaglianze economiche.

“Un democratico che non sia schierato a favore della legalizzazione, o che non si indirizzi verso la riparazione dei danni causati per decenni dal proibizionismo, faticherà a convincere qualsiasi elettore di stare facendo sul serio circa l’equità razziale,” ha detto Vincent M. Southerland, Direttore esecutivo del Center on Race, Inequality and the Law presso la New York University Law School.

Il senatore Cory Booker del New Jersey lo scorso mese ha presentato la proposta di legge denominata intenzionalmente Marijuana Justice Act, che rimuoverebbe la sostanza dall’elenco federale delle sostanze controllate e cancellerebbe le condanne già comminate. I sostenitori mettono in evidenza che gli afro-americani hanno quasi quattro volte più probabili di essere arrestati per possesso di marijuana rispetto ai bianchi, anche se la frequenza dell’uso è simile.

“Non è sufficiente legalizzare la marijuana a livello federale — dovremmo anche aiutare coloro che hanno sofferto a causa della sua proibizione, “ha detto in un tweet Mr. Booker .

Altri candidati alle elezioni 2020 del Senato tra cui Kirsten Gillibrand, Bernie Sanders, Elizabeth Warren e Kamala Harris hanno rapidamente sottoscritto la proposta come sostenitori.

Beto O’Rourke, che spesso si schermisce quando gli viene chiesto di discutere questioni politiche controverse, ha approvato la legalizzazione federale della marijuana in modo inequivocabile. Intervistato giovedì – al suo primo evento come candidato presidenziale, a Keokuk, Iowa – O’Rourke ha definito la sua posizione come una questione di pragmaticità e giustizia razziale, dato che le persone di colore sono imprigionate per reati di droga in percentuali sproporzionate.

‘Dico questo come il padre di uno studente della scuola media, laddove le scuole medie sono uno dei mercati in più rapida crescita per le vendite di marijuana oggi’, ha detto in una affollata caffetteria. ‘Nel mercato nero, non chiedono la Carta di Identità – a loro non importa – purché riescano a ‘.

La speranza democratica del 2020 che potrebbe essere più vulnerabile sulle policy della marijuana è l’ex vicepresidente Joseph R. Biden Jr. , che negli anni ’80 e ’90 fu un leader nella ‘guerra alla droga’. Ha difeso le leggi che stabiliscono pene minime obbligatorie per i reati di droga, tra cui il possesso di grandi quantità di marijuana. Questo ha portato a un’era di incarcerazioni di massa, con un perdurante costo economico e sociale per le minoranze.

‘Nel 1994 Biden aveva una posizione abbastanza conservatrice, ma nel 2020 questa posizione è così lontana dalla corrente principale della politica democratica da essere quasi offensiva’, ha detto John Hudak, un membro anziano della Brookings Institution che si occupa di policy statale e federale della marijuana . Ha definito la storia di Mr. Biden sulle questioni di giustizia penale ‘la sua più grande vulnerabilità nelle primarie del 2020’.

Mr. Biden si è scusato per alcune scelte del suo passato, definendo una legge degli anni ’80 che prevedeva pene più severe per il crack rispetto alla cocaina – la prima era più popolare tra gli afro-americani e la seconda tra i bianchi – ‘un grosso errore‘.

I portavoce di Mr. Biden, che ha detto ai suoi aiutanti di essere impegnato al 95% ad entrare nella corsa presidenziale, non hanno risposto alle richieste di commenti.

Due senatori democratici contrari alla legalizzazione della marijuana a livello federale – Amy Klobuchar del Minnesota, entrata in corsa il mese scorso, e Sherrod Brown dell’Ohio, che ha scelto di non correre questo mese – rappresentano gli stati terreno di battaglia nel Midwest, le cui politiche sono meno progressiste degli stati costieri che hanno aperto la strada alla legalizzazione della cannabis per gli adulti.

La signora Klobuchar, che spera di fare appello agli elettori moderati, ha detto che sostiene il diritto degli stati di decidere individualmente sulla legalizzazione, piuttosto che l’approccio di Mr. Booker, Mr. O’Rourke e di altri che vogliono spostare la scelta politica a livello nazionale.

Nel 2015, gli elettori dell’Ohio hanno sconfitto in modo schiacciante un referendum per legalizzare la marijuana ricreativa.

Mr. Brown l’anno scorso ha dichiarato ad una stazione televisiva dell’Ohio che il voto non aveva tenuto conto né dell’esperienza degli stati che avevano legalizzato la droga, né se si trattasse di una ‘porta d’accesso’ per droghe più pesanti.

Gli stati del Midwest sono stati devastati dalle overdose di oppioidi. In alcuni casi, la marijuana ha portato ad un aumento dell’abuso di alcol, ma secondo l’Istituto Nazionale per l’Abuso di Droghe la maggior parte degli utenti non procede verso l’uso di droghe più pesanti. Uno studio dello scorso anno sulla rivista JAMA Internal Medicine ha rilevato che, dopo che gli stati hanno legalizzato la marijuana per uso medico, le prescrizioni per gli oppioidi sono scese di quasi il 15%.

I periodici sondaggi, che hanno riscontrato un rapido aumento del sostegno per la marijuana ricreativa legale a partire dal 2000, comprese le maggioranze relative in entrambi i partiti, mostrano poche variazioni regionali. Il supporto nel Midwest e nel Sud è circa uguale a quello nelle zone costiere. La legalizzazione è più popolare tra i giovani sotto i 35 anni, con quasi quattro persone su cinque in favore – un’esca per i democratici che cercano di radunare gli elettori millenial, la cui disapprovazione nei confronti di Trump è più alta di qualsiasi altra fascia di età.

Gli esperti hanno detto che l’opposizione è concentrata tra i conservatori sociali.

Anche la demografia razziale del sostegno è andata mutando da una fase iniziale in cui i bianchi hanno sostenuto l’uso ricreativo per gli adulti mentre i gruppi di minoranze si sono opposti, ha dichiarato Jonathan P. Caulkins, professore alla Carnegie Mellon University, che ha seguito le politiche sulla marijuana per più di un decennio. ‘Negli ultimi 15 o 20 anni, gli afro-americani sono passati a favore della legalizzazione’, ha detto.

Ms. Harris, un ex procuratrice generale della California, che è di colore, ha dato un altro esempio del cambiamento in atto. Nel 2014, ha detto, sarebbe stato irresponsabile per lei, in qualità di ‘Alto Ufficiale’ dello stato, sostenere la legalizzazione della cannabis ricreativa in California, che è poi stata approvata in un referendum due anni dopo.

Dall 2017, la signora Harris ha dichiarato la guerra alla droga un fallimento e l’ha definita ‘più di ogni altra cosa, una guerra alle comunità povere’. In un’intervista del mese scorso, quando le è stato chiesto se fosse anti-marijuana, ha affermato di averla fumata all’Università. ‘La metà della mia famiglia viene dalla Giamaica‘, ha scherzato. ‘Mi stai prendendo in giro?’ (Il padre giamaicano, Donald J. Harris, non era divertito e lo ha definito uno ‘stereotipo fraudolento‘).

Nelle elezioni di metà mandato dello scorso anno, gli elettori del Michigan hanno fatto del loro stato il primo nel Midwest a legalizzare la marijuana ricreativa. Nel frattempo, Missouri, Oklahoma e Utah hanno approvato la marijuana medica in modo schiacciante, aggiungendosi ad un totale di 33 stati e il Distretto di Columbia che lo hanno già fatto. La risalita dei democratici nel governo statale ne sta spingendo diversi verso la legalizzazione quest’anno, compresi New York e New Jersey.

Trump è stato incoerente sulla questione, da un lato affermando, durante la campagna del 2016, che la legalizzazione ‘dovrebbe dipendere dai singoli stati, senza alcun dubbio’, ma dall’altro nominando come procuratore generale Jeff Sessions, che ha aperto la via alla repressione contro gli stati che avevano legalizzato la sostanza.

L’anno scorso, Trump ha segnalato il sostegno per un disegno di legge bipartisan presentato dai senatori Cory Gardner, repubblicano del Colorado, e la signora Warren per proteggere le imprese di cannabis con licenza statale dalla persecuzione federale.

Il disegno di legge dimostra che la marijuana non è strettamente un problema di sinistra o di destra, così come lo dimostra la storia del sostegno dato dal signor Biden alla lotta alla droga.

Se gli elettori delle primarie penalizzeranno il signor Biden per il suo passato rimane una domanda aperta.

Un recente sondaggio condotto dalla società Change Research, vicina ai Democratici, tra i probabili elettori democratici delle primarie nel New Hampshire, sembrava suggerire che egli potrebbe essersi messo la questione alle spalle. Si è osservato che anche tra coloro che definivano la legalizzazione della marijuana la loro priorità, il signor Biden era comunque il secondo candidato più popolare, dopo Sanders.

Correzione: 17 marzo 2019

Una precedente versione di questo articolo ha erroneamente interpretato lo scopo del Marijuana Justice Act del senatore Cory Booker. Questo infatti eliminerebbe la marijuana dalla lista federale delle sostanze controllate; non legalizzerebbe la sostanza a livello nazionale.

FONTE: New York Times

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